Costa della Maremma
Talamone
Siamo a Talamone ... appena a sud del Parco della Maremma
Qui fece sosta Giuseppe Garibaldi nella rotta che da Genova Quarto lo portò a sbarcare a Marsala.
Oggi Talamone è un piccolo porto turistico ...
Il porto turistico di Talamone
... con un'ampia baia utilizzata dagli amatori delle tavole a vela.
Windsurf tutto l'anno
Ma la perla di Talamone è (per noi) il Bagno delle Donne con lo splendido e temibile Dente del Leone
Il Bagno delle Donne con di fronte il Dente del leone
Ecco che mentre le donne facevano il bagno magari parlando tra loro ...
Il Bagno delle Donne
... i maschi salivano i circa 14 mt di questo masso e si tuffavano in avanti verso una vasca naturale nello scoglio di circa di metri di diametro.
il Dente del leone
Sbagliare vuol dire morire ... ma per lo sguardo di una donna questo ed altro.
Storie di Maremma
Garibaldi aveva bisogno di armi e viveri per la sua spedizione dei Mille.
Era partito da Genova Quarto ed aveva programmato una sosta a Talamone per caricarle.
Ma oltre alle armi aveva bisogno di creare un diversivo alla sua spedizione.
Il 7 maggio 1860 Garibaldi coi suoi Mille uomini attraccò a Talamone.
Comandante del porto di Talamone era il capitano De Labar ... ed era molto perplesso nel consegnargli le armi.
Così solo dopo due giorni in rada e l'interessamento del Colonnello Giorgini Comandante di Orbetello, Garibaldi lasciò Talamone con quanto promesso.
Ma armi e viveri non bastavano.
A Garibaldi serviva un diversivo e quindi fece partire una colonna, comandata da Zambianchi, verso il confine romano.
Questo avrebbe dovuto far credere che l'obbiettivo di Garibaldi, con un attacco sia da nord e sia da sud, fosse lo Stato Pontificio.
Ritorniamo al povero capitano De Labar.
La storia ci dice che le paure e le perplessità del capitano De Labar erano giustificate.
Il 15 maggio 1860 Vittorio Emanuele II fece arrestare, con una delle accusa più infamanti per un soldato: alto tradimento, sia il Colonnello Giorgini e sia il Capitano De Labar ... roba da corte marziale e plotone di esecuzione.
I due furono trasferiti a Firenze nella prigione della Fortezza da Basso.
La mossa era politica: se le cose fossero andate male la colpa sarebbe ricaduta sui singoli, senza interessare il Regno Sabaudo.
La storia ci insegna che l'impresa dei Mille ebbe successo e quindi i nostri due "eroi" vennero liberati e reintegrati nei ranghi.
